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giovedì, gennaio 24, 2008

Un tremendo sospetto: hanno già colpito con la pancera elettrica ?

Il sospetto c'è e verrà sopratutto ai commercianti del comasco cui non quadrano i conti. E che magari hanno sospettato di qualche dipendente "infedele". I loro negozi potrebbero essere stati "alleggeriti" da una banda di quattro serbi non giovanissimi - età tra i 52 ed i 33 anni, tre uomini ed una donna - che i carabinieri della compagnia di Cantù hanno bloccato al Factory Store di Vertemate con Minoprio. Dopo il fermo la scoperta: sotto i vestiti avevano una pancera attorno alla quale avevano messo una carica elettrica attivata con semplice batteria per permettere di creare un campo magnetico in grado di annullare del tutto il sistema anti-taccheggio. In questo modo potevano uscire dalle casse - dopo avere messo sotto la pancera la merce rubata - indisturbati. Cosa che hanno fatto anche a Vertemate anche se il proprietario si è accorto dei loro strani movimenti ed ha subito chiamato i carabinieri.

Per tre di loro, dopo il processo in Tribunale a Como, undici mesi di carcere. E' la condanna che hanno patteggiato davanti al giudice monocratico Luisa Lo Gatto. Il quarto componente della banda, senza alcun precedente, ha patteggiato otto mesi ed è stato rimesso in libertà. Dai fermati nessuna ammissione su un eventuale "covo" dove hanno messo altra merce rubata con identico stratagemma.

mercoledì, gennaio 02, 2008

Buon compleanno, Costituzione italiana

Per i 60 anni della Costituzione della Repubblica Italiana la scuola non potrà tirarsi indietro. Sugli stimoli che verranno dal ministero della P.I. e da altri organismi istituzionali e culturali, la ricorrenza costituisce una utile occasione per rilanciare l’educazione civica nelle scuole per come sollecitato, tra l’altro, dall’Osservatorio permanente Giovani Editori di Andrea Ceccarini, che ha preparato un apposito “Quaderno della Costituzione”.
Primo gennaio 1948- primo gennaio 2008: la Costituzione della Repubblica italiana compie sessant’anni. Auguri. Essa è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano.. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947 (porta anche le firme del presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini e del presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi). La nostra Magna Charta fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. Cinque giorni dopo, l'uno gennaio 1948, entrava in vigore. La Costituzione è composta da 139 articoli (ma cinque -115; 124; 128; 129; 130- sono stati abrogati dalla recente legge di revisione costituzionale), divisi in quattro sezioni: Principi fondamentali (art. 1-12); Parte prima: Diritti e doveri dei cittadini (art. 13-54); Parte seconda: Ordinamento della Repubblica (art 55-139); Disposizioni transitorie e finali (I-XVIII), riguardanti situazioni relative al trapasso dal vecchio al nuovo regime e destinate a non ripresentarsi. Oggi la Costituzione non è proprio la stessa che fu votata nel 1947. Del testo originario ha conservato tuttavia la propria identità, le finalità generali ed i principi ispiratori. Dei 139 articoli (con una coda di 18 disposizioni transitorie e finali) approvati nel 1947, circa due terzi, o poco più sono rimasti nella stesura originaria. Il resto ha subito modifiche, a volte di poco conto, a volte radicali; e per cinque articoli (tutti concentrati nel titolo V della seconda parte), è stata decisa l'abrogazione. In particolare: la Costituzione è rimasta uguale in 104 articoli degli originari 139, e in 14 disposizioni finali su 18 (fra quelle riviste, l'intervento più importante ha permesso ai discendenti di Casa Savoia di rientrare in Italia). La festa della Costituzione è festa anche della scuola. Meglio è soprattutto festa della scuola. La Costituzione italiana ammette in primo luogo il ruolo fondamentale dell’educazione nella società. Tullio De Mauro, linguista, già ministro della Pubblica Istruzione, nel suo libro “La scuola” (Laterza 1995) scrive : "Certamente tra gli ostacoli più terribili (perché, più occulto ed occultato) che limitano la possibilità di partecipare alla vita nazionale e che sarebbe compito della Repubblica rimuovere sta e primeggia l'incapacità di controllare la comunicazione scritta, di accedere pienamente alle informazioni necessarie per vivere e, a volte, sopravvivere, dunque di costruirsi un adeguato corredo critico e una reale capacità di comprensione e controllo di ciò che accade intorno. Senza alfabeto niente democrazia. Senza alfabeto solo sottosviluppo". E poi, nell’articolo 4, la Costituzione garantisce il diritto al lavoro. E’ consequenziale che la qualità dello studio, e un continuo aggiornamento, condizionano non solo una sana formazione umana e civile, ma un più equo accesso nel mondo del lavoro attraverso un reclutamento contrassegnato, anche per gli insegnanti, da criteri oggettivi di professionalità. La scuola inoltre, nel “rispetto della persona” (articolo 32), deve riconoscere le diversità di ogni persona, facendone ricchezze da valorizzare senza emarginare ed escludere gli individui ma aiutandoli a crescere nel riguardo della propria sfera sessuale, religiosa e culturale. “La nostra Costituzione è una signora che ha sessant'anni, ma che presenta assai più valori giovani che rughe. D'altronde, come sappiamo, si possono ben togliere le rughe dal volto di una bella signora. E questo credo che dobbiamo farlo. L'importante è che rimangano intatti, conosciuti e amati, i suoi lineamenti fondamentali, quelli che hanno fatto della nostra Repubblica una democrazia, una scuola e un presidio di libertà”: lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, lo scorso 19 dicembre, durante la cerimonia di presentazione del “Quaderno della Costituzione” Il “Quaderno della Costituzione”, che sarà consegnato nelle scuole nell’ambito del progetto “Il Quotidiano in classe”, è stato preparato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori, guidato da Andrea Ceccarini, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica e del ministero della Pubblica Istruzione e serve agli studenti italiani per familiarizzare maggiormente con la Costituzione. Oltre ad essere arricchito da disegni eseguiti da alunni di ogni ordine e grado della scuola italiana, il “Quaderno della Costituzione” nelle pagine conclusive riporta schemi di giochi didattici

martedì, gennaio 01, 2008

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UN EFFUSIONE IN AUTO? VIA GLI ALIMENTI ALLA MOGLIE....

Respinto il ricorso di una donna veneziana contro la revoca dell'assegno di mantenimento.
La Cassazione si è espressa sul caso di un marito che con due investigatori ha assistito al tradimento: ''Condotta lesiva della sua dignità e dell'onore''


(Adnkronos) - Può bastare un'effusione amorosa in auto con l'amante per fare perdere gli alimenti alla moglie, con tanto di addebito della separazione. Parola di Cassazione che ha respinto il ricorso di una moglie veneziana, Maria B., che non si capacitava del fatto che le fosse stato revocato l'assegno di mantenimento, in sede di separazione dal marito, sulla base di un "unico episodio di infedeltà coniugale, riscontrata da due investigatori, che l'avevano scorta all'interno di un'autovettura mentre si scambiava effusioni amorose con un uomo".

Per la verità, registra la sentenza 26571 della Prima sezione civile, l'episodio di adulterio incriminato "non era sicuramente l'unico", ma è proprio per quella effusione smascherata da due 007 che, sottolinea piazza Cavour, il marito Andrea S. ha subito una "lesione della dignità e dell'onore alla luce dei soli aspetti manifestati all'esterno". Già, perché, stando alla ricostruzione della sentenza, dopo che i due investigatori avevano beccato la donna si erano peritati di chiamare il marito "perché potesse constatare personalmente la condotta della moglie" e, pure nel buio, il marito tradito aveva potuto vedere le "effusioni" in auto di Maria con l'amante.

Effusioni "senza congresso carnale"? Non importa, dice la Cassazione la quale, facendo proprio il giudizio dei colleghi della Corte d'Appello di Venezia (gennaio 2004), sottolinea che legittimamente hanno rilevato che "la condotta di Maria aveva comunque leso la dignità e l'onore del marito" che aveva "assistito" alla scena "nel suo rilevante grado di trasgressione". Invano la moglie si è rivolta alla Cassazione, per ottenere almeno il ripristino degli alimenti se non proprio la cancellazione dell'addebito della separazione, sostenendo che il tradimento era frutto di torti subiti dal marito nel corso del matrimonio.

Piazza Cavour ha bocciato il ricorso ed ha evidenziato che "ove i fatti accertati a carico di un coniuge si traducano nell'aggressione a beni e diritti fondamentali della persona, quali l'incolumità e l'integrità fisica, morale e sociale dell'altro coniuge, oltrepassando quella soglia minima di solidarietà e di rispetto comunque necessaria e doverosa per la personalità del partner, essi sono insuscettibili di essere giustificati come ritorsione e reazione al comportamento di quest'ultimo".

Anzi, aggiunge la Suprema Corte che le "particolareggiate circostanze riferite dagli investigatori" al marito tradito avevano sopperito alla "mancanza di fotografie che immortalassero l'episodio di infedeltà", come pure alla "zona di penombra in cui" i due amanti si erano trovati in auto. Da qui il rigetto del ricorso di Maria che è stata pure condannata al pagamento di 2.100 euro di spese per il processo.